giovedì 30 agosto 2007

Evento!

Visto che dalle statistiche sugli accessi risulta che alcuni ancora si affacciano su queste pagine e addirittura i più spericolati lasciano commenti, vi aggiorno sull'evento che ha segnato questa settimana: due giorni fa sono andato al mare. (qui a Roma)
Ecchissenefrega diranno i più benevoli tra voi, effettivamente come scoop non è granchè, però sappiate che:

  • è la seconda volta in sei anni
  • sono andato con G.

Quindi la rarità dell'evento unita alla eccezionalità della compagnia giustifica, secondo me, questo post.
Ci sono andato su istigazione (che suona più adatto che non invito) di G. (lucignolo). C'erano da risolvere dei banali problemi logistici (io non avevo il costume da bagno, ne' un telo da bagno e neppure un abbigliamento propriamente da spiaggia) ma il solerte lucignolo ha risolto tutto brillantemente: mi ha prestato un suo costume, ha sgraffignato un asciugamano doccia al Jolly e mi ha prestato pure un paio di infradito (cosa ne faccia un pendolare di due paia di ciabatte è, a ripensarci, un mistero). Da parte mia ho fornito il mezzo di locomozione. E' passato a prendermi in ufficio, in tenuta da mare, e da lì siamo andati in spiaggia. Spiaggia ovviamente gay: ai cancelli, al Mediterranea.
Primo problema: mettersi il costume in spiaggia davanti a tutti (quasi tutti gay, beh si c'erano anche alcune lesbiche). Alcune decine di metri più in là si fa del naturismo, ma io mi sono cambiato con delle manovre degne di Houdini e della più straordinaria contorsionista del circo Orfei drappeggiato nell'asciugamano: con una mano tenevo l'asciugamano, con due mi sono sfilato slip e pantaloni, con la quarta mi sono messo il costume: facile no?
Quindi mi sono steso sul lettino, mi sono guardato intorno, la spiaggia era moderatamente affollata per gli standard romani trattandosi di un giorno feriale, erano presenti tutti i topoi del mondo omosessuale: muscolosissimi, rasatissimi, depilatissimi, efebi disossati con tatuaggi inguinali, orsi con piercing al capezzolo, all'ombelico, tutti con gli occhi celati dietro occhiali da sole dalle fogge più à la page (direi che il modello che va per la maggiore è il ray ban a goccia rigorosamente a specchio). Visto che ero in compagnia non ho partecipato al fitto intreccio di sguardi e occhiate che costituisce il passatempo principale dei bagnanti lì convenuti. E' a questo punto che ho fatto, credo, una cosa poco gay: mi sono messo a leggere il giornale (sempre offerto dal Jolly e che G. mi ha gentilmente portato). Ancora una volta si pone il problema: io sono un diverso tra i diversi faccio la cosa sbagliata con le persone sbagliate: mi immergo nella lettura di un quotidiano in una spiaggia gay in cui si fa cruising e magari mi concedo una t-shirt un po' più attillata in mezzo ai padri di famiglia.

Comunque sia, ho letto il giornale mi è venuto caldo e siamo andati a fare un bagno: l'acqua di ostia... beh è l'acqua di ostia, non puoi pretendere niente di più, ma più al largo era chiara e tiepida e soprattutto c'era molto meno folla. Poi doccia, lettino, conversazione lenta un po' come passeggiare senza meta, parlando con la faccia affondata nell'asciugamano, gelato, bagno, doccia...
E' stato un piacevole pomeriggio, ancora caldo, ma con una atmosfera meno abbacinante della piena estate, una luce più morbida più gialla, con le ombre che si allungano presto.
Tornando a roma ci siamo fermati a mangiare l'anguria al circo massimo, poi G. mi ha invitato a prendere un aperitivo al MOMA (non mi ricordo se l'ho già detto ma il locale è molto carino, lo consiglio, via san basilio angolo via bissolati, anche ristorante) due bicchieri di vino, quindi l'ho riaccompagnato in albergo dove abbiamo bevuto dello champagne ... poi non ricordo più.

E' stato un giorno di vera vacanza, inaspettato e sorprendente. Come tutte le vacanze è finito. come di tutte le vacanze ne conservo il ricordo.

1 commento:

P&C ha detto...

Primo a commentare in questo post!
Lo so, voglio/devo scriverti poiché sento il *piacere* morale di farlo. Giuro che lo faccio prestissimo.
Intanto, affettuosità roboanti. E mi fa piacere che tu decida di condividere un momento di gioia così inaspettato.
:-)